è uno dei più prolifici writer italiani. Animato da
una inarrestabile necessità espressiva, dipinge ininterrottamente nello spazio urbano dalla prima metà degli anni ’90.
Conosciuto a livello mondiale per la sua attività, principalmente sui treni, secondo la miglior tradizione newyorkese, nel 2016 ha accettato di prendere parte ad una mostra con una installazione fotografica
utilizzata poi per realizzare un libro monografico sulla sua attività artistica.
Per Vicolo Folletto Art Factories, propone un nuovo progetto installativo che mette al centro l’attività clandestina, vera anima dell’arte urbana.
Fotografie di opere realizzate nello spazio urbano, accompagnate da una piccola selezione di bozzetti e schizzi preparatori, utilizzati per la creazione dei dipinti stessi.
L’installazione vuole mostrare come l’arte urbana, mediante la documentazione relativa alla sua pratica, possa essere portata all’interno dello spazio istituzionale, senza snaturarsi, attraverso i bozzetti dei dipinti e attraverso fotografie che bloccano nel tempo creazioni altrimenti destinate a vivere solo poche ore o pochissimi giorni, a rimarcare l’imprescindibilità della natura effimera e
site specific di questo tipo di interventi.

 

 

He is one of the most prolific Italian writers. Animated by an unstoppable expressive need, he paints uninterruptedly in the urban space since the first half of the 90s.

His works, mainly done on trains, accordingly to the best New York tradition, made him known worldwide. In 2016 he accepted to take part in an exhibition with a photographic installation1, then used to create a monographic book on his artistic activity.

For Vicolo Folletto Art Factories, he offers a new installation project that focuses on clandestine activity, the true soul of urban art.
Photographs of works realized in the urban space, accompanied by a small selection of sketches and preparatory drawings, used to create those paintings. The installation aims to show how urban art, through the documentation related to its practice, can be brought within institutional spaces, without distorting itself, for example through sketches of paintings and through photographs that stop over time such creations, otherwise bound to live only a few hours or very few days. In this way it’s emphasized the unavoidable ephemeral and site-specific nature of this kind of interventions.

Fra32