Vicolo Folletto Art Factories, Corso Garibaldi 1 - 42121 Reggio Emilia - P.IVA 0123456789 - info@vicolofolletto.it

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Mostre passate

INATTESO | Patrizia Novello

INATTESO

a cura di Chiara Serri

dal 4 maggio al 29 giugno 2019

all’interno del progetto  Arteam Cup Focus Reggio Emilia - Ricognizioni In Contemporanea

MOSES | TAPS | ED NIGHT

PERSONÆ NON GRATÆ

a cura di Pietro Rivasi

marzo - ottobre 2019

CARTE D'ORIENTE | CARTE D'OCCIDENTE

2 dicembre 2018 - 28 febbraio 2019

Vicolo Folletto Art Factories presenta, dal 2 dicembre 2018 al 28 febbraio 2019, “Carte d’Oriente. Carte d’Occidente”, mostra che ricostruisce il rapporto tra Omar Galliani e l’Oriente attraverso una raccolta di opere su carta create negli anni Duemila, nel corso di ripetuti soggiorni in Cina, Corea, India e Vietnam.
Dopo la recente donazione di un inedito autoritratto alle Gallerie degli Uffizi, Omar Galliani torna a Reggio Emilia con un progetto teso ad illustrare il suo profondo legame con l’Oriente, fatto di ispirazione e sentimento.
Il percorso della mostra raccoglie una ventina di opere ed una serie di fogli tratti da quaderni di viaggio. Disegni a matita, a carboncino e a inchiostro su carte di manifattura orientale, alcune delle quali particolarmente preziose, che raccontano le atmosfere, la fascinazione e gli incontri di quei viaggi. Molti dei lavori esposti sono stati presentati in precedenza solo in contesti museali e provengono direttamente dall’Archivio di Omar Galliani.

/i·per·tè·sto/

sostantivo maschile

1. in informatica, insieme non lineare di documenti con informazioni di varia natura (testi, immagini, brani musicali, filmati), collegati l'uno all'altro per mezzo di connessioni logiche e rimandi ( link ) che consentono all'utente di costruirsi di volta in volta un autonomo percorso di lettura.

Con questa mostra, Vicolo Folletto Art Factories, ripercorre i due anni trascorsi dall'apertura esponendo opere appartenenti al proprio archivio e rappresentative degli artisti con cui ha collaborato fin qui. La mostra si propone di affiancare artisti anche assai diversi tra loro - per tecnica, percorsi personali e filosofia - ma in un qualche modo connessi, anche in maniera non lineare,  come avviene in un ipertesto proprio del mondo generato dalla rivoluzione digitale, protagonista di questo secolo. L'osservatore sarà dunque libero di trovare le sue personali connessioni logiche in un autonomo percorso di lettura o di lasciarsi guidare dalle nostre per un percorso che ogni volta si rinnova assumendo nuovi significati.

Dall'11 luglio 2018

Chiave Tripla

Nel gergo dei writer italiani la Chiave Tripla rappresenta uno strumento ambito e proibito. Quello che permette di violare anche i depositi ferroviari più grandi e complessi. E' la chiave attraverso cui i writer sono in grado di carpire i segreti dell'entrata in servizio dei mezzi, di aprire e chiudere porte, di raggiungere la posizione perfetta per dipingere nel modo più veloce e anonimo. Il titolo di questa mostra fa dunque riferimento ad un oggetto strettamente legato all'arte urbana e ai dipinti sui treni in particolare. Uno strumento capace di evocare l'idea delle infinite possibilità che si presentano nella vita, ed alla necessità di saperle cogliere per sfruttarle al meglio.

Chiave Tripla: 9 Artisti provenienti dal comune background dell’arte urbana, che hanno intrapreso percorsi differenti, fra lettering, astratto e figurativo: 2501, CollettivoFX, Egs, Fra32, Honet, KingRusto, Moses&Taps, Nemo's, Sten&Lex.


A cura di Pietro Rivasi e Simone Ferrarini.
Catalogo disponibile in Galleria.
Inaugurazione: Domenica 21 gennaio, dalle ore 17:00. Alle ore 19:00 performance di 2501 con "La Macchina" aperta al pubblico.
A Vicolo Folletto Art Factories dal 20 gennaio al 04 marzo 2018.

Mimmo Paladino - Opera Grafica 1984 - 2008

Dal 10 novembre 2017 al 14 gennaio 2018, Vicolo Folletto Art Factories ospita l’opera grafica di Mimmo Paladino (Paduli, 1948), con una personale dedicata interamente a uno dei suoi linguaggi preferiti, l’incisione. La mostra, propone trentacinque opere – fra le quali alcuni dei capolavori firmati dall’artista campano, come la rara «Small Town», i sei fogli della serie «Atlantico», e le cartelle complete «Lacrimose», «Rabanus Maurus» e «Matematico». 
Le grafiche, a partire da «Introibo ad altare dei» del 1984, segnano alcuni momenti fondamentali nello sviluppo tecnico e linguistico dell’opera di Paladino e mettono in evidenza alcuni temi a lui cari, come il rapporto con l’opera letteraria, che lo portò a rappresentare non pochi soggetti classici, dai temi omerici fino al «Pinocchio», un libro che Paladino ha più volte rappresentato e che sarà presente anche in questa occasione. Del 1986 è invece la cartella «Lacrimose», un lavoro sperimentale portato a termine nell’officina di Upiglio a Milano e senza dubbio uno dei momenti più alti del lavoro incisorio degli anni ottanta di Paladino. Dello stesso rigore la cartella completa «Atlantico», altro vero e proprio capolavoro: un viaggio misterioso fra le suggestioni, le forme e le idee che stanno alla base della Transavanguardia. 
Di grande interesse è anche la cartella completa del «Rabanus Maurus. De universo» dove Paladino interviene per rendere quella che viene considerata una delle prime enciclopedie del sapere occidentale, un puro pretesto d’immagine. Uno dei codici più antichi conservato all'abbazia di Montecassino, scritto in lingua beneventana, ha ispirato il maestro per la realizzazione di otto fogli grafici di grandi dimensioni, ideativamente complessi e di straordinarie qualità tecniche. Una scelta formale che Paladino ha usato con il massimo controllo, sovrapponendosi e integrandosi, ma senza cancellare, lo scritto e le immagini del codice.
Fra gli altri fogli spicca la serie completa di «Matematico», che allude a un altro motivo molto caro all’artista, che trova nella geometria, nell’architettura e, appunto, nell’ordine matematico un luogo di dialogo con la realtà. D’altronde, il mondo di Paladino è fatto di proporzioni e di numeri, come di cortocircuiti linguistici che sottendono comunque un ritmo logico e musicale. Fra le opere singole in esposizione merita poi di essere nuovamente citata «Small Town»: due grandi lastre che formano un’unica immagine quasi quadrata di due metri di lato. L’incisione, del 1990, mette in risalto non solo le possibilità tecniche di Paladino, ma anche la sua poetica di totale e assoluta libertà linguistica, in grado, alla fine degli anni Settanta, di offrire un forte slancio rinnovativo all’arte internazionale.

Paolo Simonazzi - Mantua, Cuba

Mantua, Cuba (2015) è un progetto fotografico realizzato da Paolo Simonazzi che vede, come luogo d’indagine, una piccola cittadina ai confini dell’isola di Cuba. La leggenda vuole, ma alcune assonanze e riferimenti con la realtà esistono, che la fondazione di Mantua fosse stata opera di un gruppo di marinai italiani, molti dei quali genovesi o comunque liguri, sopravvissuti al naufragio di un brigantino che aveva appunto questo nome.
Simonazzi, con il supporto dello scrittore Davide Barilli, ha raccontato il sentimento della dimenticanza fatto di simboli, totem intimi, interni di abitazioni, fotografie, manifesti, edifici abbandonati. In un momento storico in cui Cuba è attraversata da un cambiamento, Mantua, Cuba, può essere letta anche come rappresentazione di una leggenda che, sopravvivendo, si trasforma in un mito.

Accompagna la mostra il libro Mantua, Cuba, con un racconto di Davide Barilli
ed un introduzione di Andrea Tinterri pubblicato nel 2016 da Greta Edizioni.

Michael Kenna, Confessionali - Reggio Emilia 2007-2016

Inagurazione sabato 21 ottobre 2017 alle ore 18.30

presso l’Oratorio di San Spiridione, via Nuova 7, Reggio Emilia

alla presenza dell’Autore

Dal 21 ottobre al 26 novembre: venerdì 16:00-19:00, sabato e domenica 10:00-13:00, 16:00-19:00

La mostra, curata da Sandro Parmiggiani, è organizzata per rendere omaggio al maestro Michael Kenna in occasione della generosa donazione che Egli farà dell’intera opera alla Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna.

 Durante il periodo di apertura della mostra si terrà una serie di incontri aperti al pubblico,

fra cui la presentazione dell’edizione nazionale “Don Lorenzo Milani, Tutte le opere”, dei quali sarà nostra cura darvi di volta in volta notizia.

Successivamente la mostra sarà presentata a Bologna durante la European Academy of Religion nel marzo 2018,

nonché in diverse città in Europa e nel mondo.

Le 80 fotografie del progetto sono raccolte in un volume edito da corsieroeditore.

Gabriele Basilico e Álvaro Siza, "Matosinhos"

NON C’È SPAZIO NÉ ARCHITETTURA SENZA LUCE.
Quaranta fotografie di Gabriele Basilico e dieci disegni di Álvaro Siza compongono il ritratto di Matosinhos, e allo stesso tempo costituiscono l’esito del dialogo tra un architetto e un fotografo, maturato attraverso lunghe conversazioni nella casa della sorella di Siza, Tereza, ma anche e soprattutto attraverso camminate e sguardi condivisi.
In mostra a Vicolo Folletto Art Factories dal 5 maggio al 1° luglio 2017.
Presentazione del volume pubblicato da corsiero editore: domanica 7 maggio, ore 16:30.

Carlo Vannini, "REGGIANE"

A partire da sabato 11 marzo, la Galleria espone 33 fotografie in grande formato che riproducono gli spazi immensi delle Ex Officine Reggiane, con  una selezione delle opere che ne ricoprono i muri scrostati e devastati dal tempo e dall’uomo negli scatti del fotografo d'arte Carlo Vannini.

La mostra è accompagnata da un libro pubblicato da corsiero editore che raccolgie le fotografie di Carlo Vannini corredate da testi di Enrico Stefanelli, Pietro Rivasi, Paolo Cagnan e Agnese Spinelli.

L’esposizione è aperta al pubblico da mercoledì a sabato, dalle 16:30 alle 19:30. Ingresso libero.

In occasione di Fotografia Europea 2017, la mostra sarà esposta dal 5 maggio al 9 luglio 2017 presso Marta in Cucina, Vicolo Folletto Restaurant.

settembre - novembre 2016

Digital Cyrcus: design d'autore in digital fabbrication

novembre 2016 - gennaio 2017

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